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La storia

Aree protette > Monte Fenera

Attraverso i secoli, a partire dal Paleolitico Medio fino ai giorni nostri, si ha sul Fenera una continua presenza umana con genti molto diverse che si sono succedute nel tempo lasciando importanti tracce del loro passaggio.
Dai rozzi strumenti di pietra dell’uomo di Neandertal, dopo molti millenni si perviene alla ceramica del Neolitico ed agli oggetti di metallo per arrivare all’epoca Romana con monete in bronzo e in argento e, probabilmente, nel tardo romano o primo Medioevo, ai più antichi segni dell’industrializzazione della valle con i resti di una fucina per la lavorazione del ferro.
Infine il Medioevo ci ha lasciato più evidenti testimonianze con le murature a spina del sec. XII, le rovine del Castello di Robiallo, il sistema a castra sviluppato lungo le vie commerciali ed i nuclei frazionali situati a valle risalenti al 1300; lo sviluppo urbanistico a quote superiori è avvenuto invece in tempi successivi tra il XV - XVI sec.
Successivamente le testimonianze della presenza dell’uomo diventano sempre più evidenti e ricorrenti: l’itinerario del Cinquecento e del Barocco è documentato dalla chiesa parrocchiale di Grignasco e dalla cappella di S. Antonio a Casa Negri e si sviluppa attraverso le chiese e gli oratori dei nuclei frazionali, in quota come ad es. a Colma, Maretti e sulla cima del Monte Fenera.
L’itinerario dell’architettura antonelliana e del tardo Neoclassico è documentato dalle chiese di Soliva, Castagnola e del Santuario di Boca.
Testimonianze più recenti relative ad una vita rurale e pastorizia sono identificabili negli alpeggi (Alpe Fenera, ai Camini, …), nei nuclei frazionali caratterizzati, sino al 1960, da case abitate con i tetti in paglia, nelle manifatture quali le concerie ed i mulini, localizzati lungo i corsi d’acqua, infine le cave con i carrelli trasportatori e le strade di collegamento con le fornaci.
Le ultime testimonianze di importanti eventi storici sono relative alla guerra partigiana vissuta e partecipata con particolare intensità dalle popolazioni locali che hanno sofferto la perdita di parenti:lungo i sentieri del Parco si possono infatti incontrare numerose lapidi di caduti.

 
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