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La preistoria

Aree protette > Monte Fenera

La struttura carsica di una notevole parte del Monte Fenera è di primaria importanza per la Preistoria della Regione, perché ha generato la formazione di numerose cavità, di cui alcune, aprentesi nella zona mediana della parete Ovest del Monte, tra i 630 e 700 metri, hanno reso resti fuanistici dal Pleistocene (Era Quaternaria), associati a “industrie” e a “culture” di gruppi umani diversi che si sono succeduti nel tempo almeno da 70 mila anni fa. Tuttavia ulteriori ricerche potranno sicuramente fornire informazioni su epoche più antiche.
Alcune grotte del Fenera (Ciutarun, Ciota Ciara) sono dette “a orso” per l’alta percentuale di rinvenimenti d’Ursus spelaeus (orso delle caverne): circa il 90% sul totale della grossa fauna pleistocenica.
Si ritiene che l’orso abbia frequentato la Valsesia in un periodo piuttosto antico della glaciazione di Würm (70-80 mila anni fa). Il rinvenimento del Rinoceronte della specie a fauna calda “Dicerorhinus mercki JAEGER” nel territorio di Ara (1871), potrebbe datare i più antichi reperti del Fenera ad almeno 200 mila anni fa, quando uomini della specie “Homo erectus” vagavano nella Pianura Padana.
Della fauna fossile del Fenera meritano di essere ricordati il Leone delle caverne, l’Orso bruno, lo Stambecco, il Cervo, il Cinghiale, il Castoro, la Lince e la Marmotta.
La peculiare importanza del Fenera è dovuta soprattutto al rinvenimento nelle cavità, insieme alla fauna pleistocenica, di una pluralità di industrie litiche dell’Uomo di Neandertal (Paleolotico medio), dette musteriane, su scheggia, con prevalenza di denticolati di vario tipo, in particolare raschiatoi in quarzite.
Il Neandertal, sottospecie arcaica dell’uomo moderno, vissuto in Europa da 85 mila a 35 mila anni fa, è quindi coevo ai reperti faunistici del Pleistocene (Orso delle caverne ed altri). L’importanza del Fenera è anche dovuta al suo isolamento geografico: infatti nell’Italia Nord-occidentale, esclusa la Liguria, non vi sono altri depositi paleolitici in sequenza stratigrafica; inoltre l’eccezionalità della Preistoria del monte è attualmente accresciuta dal rinvenimento (1989) di due denti dell’uomo di Neandertal, probabilmente unici dell’Italia dell’arco Nord-alpino.
Sul Fenera, dopo l’epoca del Neandertal, si sono rinvenuti strumenti litici del Paleolitico superiore, forse di 10 mila anni fa, segni di cultura del Neolitico, delle Età dei Metalli e successive fino al V sec. d.C.
Reperti di caprovini hanno fornito informazioni sulle abitudini alimentari di gruppi di pastori vissuti nella Regione circa 3 mila anni fa.
Le cavità di interesse preistorico del Monte Fenera non sono fruibili liberamente e singolarmente, ma l’accesso è normato dal regolamento di fruizione.

 
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