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La Fauna

Aree protette > Monte Fenera

Pur essendo coperto per la massima parte da boschi, le peculiarità faunistiche appartengono anche ad habitat differenti per la presenza delle pareti verticali di dolomia, dei coltivi e delle aree di brughiera alberata, queste ultime sviluppate ai limiti del Parco. All’interno del Parco è possibile individuare due tipi di formazioni arboree: una caratterizzata dalla presenza di piante imponenti e senescenti, l’altra con prevalenza di piante di modesto diametro.
Nella prima, con ex castagneti da frutto si trova una fauna tipica indicatrice della vetustà del bosco: tra gli uccelli il Picchio rosso minore, il Picchio muratore o rampichino; tra i mammiferi la Martora ed il Ghiro.
Nella seconda, come nelle boscaglie di ricostruzione, troviamo specie diverse quali lo Scricciolo, la Capinera ed il Toporagno, frequentatori abituali di formazioni arbustive.
Fra i vari ambienti si evidenziano habitat particolari come quelli rupicoli delle pareti calcaree dove vivono animali, soprattutto uccelli, che raramente si trovano altrove in Valsesia, come il Falco pellegrino, la Rondine montana ed il Picchio muraiolo.
Anche i coltivi, costituiti da prati, orti, frutteti e vigneti hanno un’importanza vitale per la diversificazione delle specie animali che li frequentano nelle fasce di transizione (ecotono). Troviamo ad esempio: il Torcicollo, il Picchio verde e il Frosone fra gli uccelli; il Capriolo e la Lepre tra i mammiferi, che utilizzano le colture per pascolare ed il bosco per riposare.
In particolare il vigneto ospita specie da esso dipendenti in modo esclusivo, come la Tortora, il Canapino e lo Zingolo nero.
Nella brughiera, che presenta una vegetazione rada e stentata dovuta al terreno arido ed al passaggio del fuoco, albergano animali di particolare interesse ecologico-naturalistico come il Succiacapre ed il Falco Pecchiaiolo.
L'elemento di spicco dell'avifauna nell'area protetta è rappresentato senza ombra di dubbio dalla Cicogna Nera. Nel 1994 è stato rinvenuto infatti, proprio all'interno del Parco, il primo nido scoperto in Italia.
La maggior apertura e la possibilità di una migliore esposizione al sole propria di questo ambiente, favorisce la vita dei rettili quali il Ramarro, il Biacco e la Vipera comune che sono prede comuni del Biancone, grande rapace che popola i cieli del Parco assieme alla Poiana ed al Nibbio bruno.
In autunno, il territorio del Parco è interessato da due cospicue direttrici di migrazione seguite da migliaia di uccelli che, in direzione NE - SO si spostano verso le aree di svernamento del Mediterraneo. Soprattutto in ottobre è possibile vedere grossi voli di Columbidi, Corvidi, Fringillidi e Turdidi, accompagnati da rapaci come alberelle reali, sparvieri e gheppi.

 
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